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Stage 5 – Twice Brewed to Gilsand

Mercoledì 12 agosto 2016

Stage 5 – Da Twice Brewed a Gilsand

Distanza (secondo la questura di Gilsand): 10 miglia (16 km)

Meteo: heavy rain

Quinto giorno di coast to coast. Di notte leoni e di mattina… Scarponi!

La tappa di oggi si divide in due parti: una prima in cui si prosegue nel costeggiare i tratti ancora intatti del Vallo su e giù per le colline, e una seconda in cui il percorso si fa via via più pianeggiante – qualche volta perfino urbano – e si attraversano innumerevoli campi e pascoli di pecore e mucche.

Le pinte di ieri sera si fanno un pochino sentire ma la voglia di arrivare all’altro mare mi fa tenere un passo sostenuto, tanto più che da ora di pranzo in poi inizia a piovere a “secce roverse”; meglio sbrigarsi ma BEWARE OF TRAINS!

Alle rovine del forte romano di Birdoswald ci arrivo completamente fradicio dopo aver chiesto di qua e di là ad alcune fattorie o guesthouse se avessero posto per la notte. Niente da fare, tutto pieno. Entro allora presso l’ufficio informazioni del forte per apporre il tanto sudato timbro sul mio path passport e chiedo ad un anziano signore se sapesse indicarmi un tetto sotto il quale trascorrere la notte. Prontamente mi accompagna fuori dall’ufficio e mi indica una piccola casa bianca che si staglia sulla cima di una collina… Uhmmm it’s fuckin’ far! E allora mi rimetto lo zaino in spalla, il cappuccio in testa e via di nuovo in strada sotto l’acqua.

Dopo circa 20 minuti raggiungo la Slack House Farm dove una gentile signora mi accoglie con un sarcastico: Ottimo clima per una passeggiata eh? Domani sarà ancora peggio… Acqua tutto il giorno! Mi limito a rispondere con un sorriso e un “Bene!”.

Mi sa che sono l’unico ospite, ma il posto è davvero carino e dopo ore sotto la pioggia va tutto più che bene, basta stare all’asciutto!

La simpatica signora mi raggiunge e mi dice che se volessi cenare sarebbe lieta di cucinare qualcosa, specificando che in ogni caso non c’è altra struttura adibita ai pasti nel raggio di 10 km. In realtà non chiedo di meglio e accetto la proposta di buon grado.

In attesa che la cena sia pronta leggo alcuni libri che trattano del Vallo di Adriano che trovo nella saletta all’ingresso del piccolo dormitorio e sono colpito da alcune citazioni in cui mi ritrovo perfettamente:

Still I hope that in our anticipated pilgrimage we shall not forsake the Wall a single yard in its course. Let us try to trace it over the whole of its length.

John Collingwood Bruce, 1885

A walk expresses space and freedom and the knowledge of it can live in the immagination of anyone, and that is another space too.

Richard Long, 1980

E poi arriva uno spettacolo di cena: carne stufata con patate e verdure bollite.

Spettacolo… che gran ristoro per corpo e anima!

Soddisfatto proseguo dopo cena con la lettura dei volumi e verso le 11 pm mi ritiro nelle mie stanze.

Preparo già i copripantaloni impermeabili per domani.

Buonanotte.

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Islanda trek

Agosto 2014

Un gruppo di sei persone profondamente diverse tra loro e fino a quel momento sconosciute si trovano ad affrontare uno dei trekking da molti definito tra i più belli e suggestivi al mondo.

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L’itinerario da Landmannalaugar a Skogafoss si articola su un percorso di un centinaio di km ricchi di interesse naturalistico in particolare dal 2010, quando, con l’eruzione del vulcano del ghiacciaio Eyjafjallajökull (che ha messo in ginocchio il traffico aereo di tutta Europa) il paesaggio è diventato ancora più spettacolare.

Si percorrono distese di terreni ricchi di colore, variegati dalla presenza di laghetti termali e fuoriuscite di zolfo, si cammina fianco a fianco a maestose cascate, ci si ritrova sopra ad un ghiacciaio millenario, si prosegue su piane nere percorse da grossi fiumi tumultuosi che si incanalano in enormi spaccature del terreno. Si è costantemente a contatto con la natura più selvaggia, in totale assenza della presenza umana.

Cinque giorni di cammino in completa autonomia con la propria tenda e il cibo necessario; fatica, pioggia battente, vestiti bagnati, freddo (tanto freddo), zaino pesante, mancanza di sonno, pasti frugali, infortuni fisici. Disagi ampiamente ripagati da emozioni difficilmente descrivibili con le parole.

Attraversare questi luoghi a piedi vuol dire instaurare un rapporto d’amore e odio con una natura che è prepotente, una natura che da un lato regala paesaggi incontaminati e dall’altro ti scarica addosso 10 ore di pioggia ininterrotta.

Proprio la condivisione di questi momenti di cammino ha forgiato un’amicizia tra queste sei persone che dura ancora oggi, a quasi tre anni dal ritorno a casa.

Sólo el amor, el ignorante amor, Islandia.

Jorge Luis Borges, A Islandia

IL TREKKING in dettaglio:

1ª tappa – Landmannalaugar – Sboribver

Dalla località di partenza si seguono le indicazioni per Porsmork. Superata una serie di rilievi ricchi di pozze di acqua calda, si giunge, dopo 4 o 5 nevai, al primo rifugio incustodito, sulle pendici del monte Sooull nella zona dal nome di Sboribver.

2ª tappa – Sboribver – Altakiosk

Si prosegue sempre seguendo le solite indicazioni, attraversando zone pianeggianti interrotte da brevi salite, per poi giungere alla panoramica discesa verso la piana di Altavata, dove sorge il rifugio Altakiosk.

3ª tappa – Altakiosk – Rifugio Botnar

Dal rifugio di Altavata si segue la pista per la piana di Emstrur, la quale richiede l’attraversamento di alcuni guadi. La conformazione del territorio cambia in relazione all’avvicinamento del ghiacciaio di Myrdalsjokull. Si giunge al rif. Botnar, situato in una zona molto panoramica.

4ª tappa – Rifugio Botnar – Porsmork

Da Botnar si scende sulla piana che porta a Porsmork, potendo così osservare da vicino i grossi canyon, con le acque che defluiscono in mare. Si attraversano boschetti di betulle nane contorte prima di arrivare a Porsmork.

5ª tappa – Porsmork – Skogafoss

Attraversato il grosso fiume di fronte a Porsmork si inizia a salire una serie di rilievi e di creste che conducono ai bordi dei ghiacciai Myrdalsjokulle Eyjafjallajokull. Dopo una serie di morene e nevai si giunge al rifugio situato a 1.100 metri, da qui si scende fino alla cascata di Skogafoss, attraversando grandi pascoli.

Di seguito alcuni degli scatti di quei giorni incredibili (cliccare sulla prima foto per scorrere la galleria).

Colonna sonora:

 

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