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Stage 3 – Heddon on the Wall to Green Carts farm

Lunedì 10 agosto 2016

Stage 3 – Da Heddon on the Wall a Green Carts farm

Distanza (secondo la questura di Green Carts): 18 miglia (29 km)

Meteo: oggi splende il sole, vento fortissimo e contrario

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Camminata lunga prevede colazione sostanziosa. E’ il primo pensiero dopo una colossale ronfata di 9 ore filate (9 ore! Non ho ricordi… mi avranno sentito russare fino in Scozia).

Mi vesto e dirigo verso la cucina dove Paula sta iniziando a preparare il “doping” che ci aiuterà ad affrontare la giornata: pane, burro, marmellata, biscotti, frutta, yogurt ma soprattutto una bomba atomica di panino con due spesse fette di bacon croccante, uovo e, per i più arditi, ketchup.

This is how we do this!” mi fa. “That’s the way ah ah ah ah I like it ah ah” rispondo.

Donna meravigliosa Paula!

Alla spicciolata si presentano anche i due ragazzi di Madrid e una famiglia francese in vacanza da queste parti.

Si mastica e chiacchiera.

Ricomposto lo zaino è tempo di mettersi in cammino. Anche oggi sole splendente e vento forte che soffia da ovest verso est dritto sulla mia faccia.

Il sentiero si fa largo inizialmente tra i campi di grano per poi proseguire tra pascoli di pecore e mucche. Questi terreni sono di proprietà delle numerose fattorie che si incontrano lungo il percorso e sono delimitati da muretti di separazione che si superano tramite dei “kissing-gate” ovvero dei cancelletti di legno che permettono il passaggio agli esseri umani ma non agli animali.

Molte volte ho la sensazione di entrare abusivamente in proprietà private o di disturbare i lauti pranzi degli erbivori che al mio passaggio interrompono il loro pacifico ruminare per studiare questa strana figura con lo zaino.

In attesa delle prossime due tappe che saranno quelle in cui il Vallo sarà più visibile, lo spettacolo è gentilmente offerto dalla campagna inglese i cui colori sono ancor più messi in risalto dall’incredibile giornata di sole.

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Dopo circa tre ore di cammino sosta obbligata al Robin Hood Inn, dove è possibile timbrare il proprio passaporto con un nuovo timbro. Ed è sempre un bel momento!

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Cammino, cammino, cammino, prendo fiato, penso, canto, cammino, cammino, mi riposo. Sfrutto i kissing-gate come supporti per appoggiare Bruttofigliodiputtana1 e liberare così le spalle e schiena dalla tortura per qualche minuto.

Attraverso Harlow Hill, Halton Shilelds, Portgate (dove avrei voluto fermarmi), la fangosa foresta “Stanley Plantation”. Entro ed esco da decine e decine di “kissing-gate”. Le miglia che mi lascio alle spalle sono tante ma altrettante sono quelle ancora da fare… Gambe e spalle già chiedono pietà.

Questi sono i momenti più difficili da superare quando si cammina da soli e non si ha qualcuno con cui condividere fatica e sofferenza. Ma una soluzione c’è sempre. A me basta pensare al momento in cui il lunedì mattina suona la sveglia e si vive l’istante più lontano dall’inizio del weekend successivo. Ecco, in confronto a quel preciso momento qualsiasi altra situazione “difficile” diventa addirittura piacevole!

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A forsa de dai” arrivo a Chollerford, e la visione di un piccolo market annesso all’unico distributore di benzina del villaggio mi pare il classico miraggio dell’oasi nel deserto. Mi libero dello zaino e mi sparo d’un fiato due bottigliette di powerade e un gelato tipo Solero Algida ma molto meno buono.

Il tutto seduto all’ombra di un grande gippone. Chillin’ me softly.

Da qui dovrebbero mancare “solamente” un paio di miglia. Chiedo conferma al benzinaio che si limita a un breve cenno con la testa… uhmmm cosa avrà voluto dire?

In effetti mancavano si 2-3 miglia (5 km) peccato fossero tutte in salita. Proprio quello che ci voleva. 5 km di bestemmie.

Arrivo al cartello Green Carts B&B fisicamente annientato.

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Prima di trascinarmi in doccia rimango seduto in un immobile silenzio per circa mezz’ora.

Pian piano i dolori fisici e le difficoltà deambulatorie lasciano spazio alla soddisfazione per aver portato a termine un tappone così lungo e psicologicamente complicato.

Per cena ritrovo nella cucina comune del B&B Sergio e Javier, oltre ad una coppia di Olandesi che sta percorrendo la ciclabile 72 (Hadrian’s cicleway) da costa a costa. Si perchè qui le ciclabili hanno un numero come le autostrade, e sono anche dotate di proprie indicazioni segnaletiche, non come in Italia in cui non sono altro che delle ridicole parentesi a lato delle strade principali. Terra meravigliosa la nostra, brutto Paese.

Lei mi dice che è piuttosto provata soprattutto dagli ultimi km di salita. Te credo! No sta dirmeo a mi.

Tutti e cinque racimoliamo e condividiamo quanto abbiamo con noi di commestibile mettendo così in piedi una cena piuttosto soddisfacente: buste tipo Knorr ma molto meno buone, pane e affettati, formaggi, dolcetti e l’immancabile the.

Anche questa sera la TV è sintonizzata sui giochi olimpici di Rio il che ci da lo spunto per parlare di quali sport vanno per la maggiore nei nostri Paesi d’origine. Io e gli Spagnoli dobbiamo nostro malgrado ammettere che da noi esiste solo il calcio, e che non c’è visibilità per altri sport considerati “minori”. Per gli Olandesi lo sport di punta è invece il ciclismo e allora mi viene in mente che una band italiana che amo ha dedicato un pezzo meraviglioso ad un ciclista olandese. Una storia che neanche farlo apposta parla di fatica, sofferenza e impazienza.

Ed è con questo pezzo che li saluto e mi ritiro, non con poca difficoltà, nel mio giaciglio per la notte.

TULIPANI – Offlaga Disco Pax

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Stage 2 – Newcastle quayside to Heddon on the Wall

Domenica 9 agosto 2016

Stage 2 – Da Newcastle quayside a Heddon on the Wall

Distanza (secondo la questura di Heddon on the Wall): 10 miglia (16 km)

Meteo: oggi splende il sole, vento forte e contrario (tepparèva)

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Se a risvegliare la carne ci pensa l’ormai consueta “full English breakfast”, a risvegliare lo spirito ci pensa la straordinaria DJ di BBC Radio 6 Mary Anne Hobbs che dalle 7 am seleziona pezzi spaventosamente belli, da Bob Marley ai NIN, dai Massive Attack ai Joy Division.

What a cool start! Thank you lovely Mary Anne.

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E’ tempo di caricarsi in spalla Bruttofigliodiputtana1.

Scendo a piedi la città per raggiungere il sentiero nel punto in cui ieri sera l’avevo abbandonato, proprio di fronte al Fish Market che a quest’ora è un fermento di preparativi per il mercato domenicale. Se da un lato vorrei fermarmi per godere di un momento così vivace della città, dall’altro non vedo l’ora di rimettermi in cammino e proseguire verso la mia meta; di strada da fare ce n’è ancora tanta perciò: avanti Popolo!

Cammino lungo la ciclabile sul fiume Tyne investito da un vento fortissimo che mi fa più volte volar via il cappello. Penso: sto lasciando Newcastle, ma non l’avrò forse un pochino sottovalutata?!? Forse andava considerata come qualcosa di più che un semplice passaggio obbligato tra il mare e la brughiera… Adesso che un passo alla volta mi sta allontanando sempre più dalla città più grande che incontrerò sul mio cammino quasi quasi mi dispiace. La soluzione a queste “paranoie” è solo una: una promessa di ritorno.

Inizio a studiare le persone che incrocio, supero (mi superano), e saluto. Voglio capire se qualcun altro è sul sentiero per il mio stesso motivo. Alcuni corrono, altri passeggiano, molti pedalano ma nessuno, pare, sta seguendo l’Hadrian’s Wall Path, questa è la gente di Newcastle che cerca di smaltire calorie in eccesso o postumi del sabato sera… Poi ad un certo punto a circa 400 metri da me vedo due tipiche figure umane piegate dal proprio Bruttifigliodiputtana che camminano nella mia stessa direzione… Oooh finalmente! Si si devono essere per forza altri due “pellegrini”. La visione mi da ulteriore fiducia e proseguo nel camminare controvento.

Pellegrino: parola d’altri tempi. Pellegrino cioè peregrino, dal latino per agros, ovvero per i campi. In questo caso la definizione direi che calza abbastanza.

A differenza della guida utilizzata durante la via Francigena (tra tutte le indicazioni su di essa riportate ricordo chiaramente: “…superate sulla sx il faggio e proseguite lungo la fila di lecci…i” esticazzi non ho una laurea in botanica), la guida che sto utilizzando per l’Hadrian’s Wall Path mi da dei riferimenti molto precisi sulla via da intraprendere: due esempi nelle foto qui sotto:

Facile! A intervalli regolari poi, dei totem colorati indicano la distanza percorsa e quella da percorrere:

E arrivò infine il momento in cui la città finì per lasciare spazio alla vegetazione. Percepire che la città finisce. Questa è una sensazione che nel nord Italia non potremo più provare in quanto non esiste più una “pausa” fra una città e l’altra. Dove sembrano finire le case inizia sempre una zona industriale e dove sembrano finire i capannoni industriali ricominciano le case. Lungo la A4 da Venezia a Milano c’è solo cemento.

Lunga vita agli spazi vuoti, ai terreni non edificabili, alle pause e agli intervalli!

IMAG2097Arrivo a Heddon on the Wall poco prima delle 16 dopo aver superato una ripida collina.

Proprio qui a Heddon incontro il primo pezzettino di vallo.

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Carissimo muro, piacere di conoscerti. Io sono Jacopo e sto facendo un sacco di fatica per seguire il tuo percorso.

Mi dirigo verso l’unico pub del piccolo villaggio per raccogliere qualche informazione su dove è possibile pernottare. Alla mia richiesta la giovane barista mi consegna un fogliettino con un nome e un numero di telefono scritti a penna, l’assist per chiederle se il nome e il numero sono i suoi è servito! Ride. Poi mi spiega che si tratta di una fattoria che può ospitare i pellegrini lungo il vallo.

Sto per comporre il numero di telefono quando dalla porta del pub entrano due ragazzi che riconosco essere quelle figure intraviste questa mattina poco fuori Newcastle. Sono Javier e Sergio, due ragazzi di Madrid anche loro sull’Hadrian’s Wall Path. Mi dicono che a circa un km dal pub c’è una walkers accomodation gestita dalla signora Paula – lo stesso nome scritto sul mio foglietto – .

Benvenga questo km supplementare! Ci voleva. Ringrazio i ragazzi e mi dirigo verso la fattoria, nel frattempo inizia a piovere.

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Paula si dimostra davvero gentile e disponibile, parliamo un sacco del percorso lungo il vallo, delle prossime tappe e anche delle prossime accomodation nei villaggi che incontrerò. Non sempre sono buone notizie.

P: “eh domani ti tocca una bella petotata fino a Chollerford… 30 km”

J: “no scusa come Chollerford?!? Domani io mi fermo a Portgate… 16 miglia da qui… Chollerford sono 2 tappe e mezza sulla mia guida…”

P: “no ma non c’è niente tra qui e Chollerford a meno che tu non voglia piantare la tenda… Comunque non è proprio Chollerford, c’è una bella fattoria 2 miglia oltre Chollerford”

J: “cazzo”. “ah Paula per la cena? So che il pub chiude presto di domenica…”

P: “si puoi trovare qualcosa da mangiare allo Swan, un piccolo ristorante a un km e mezzo da qui, Ah lungo la strada trovi anche un distributore di benzina con un market, conviene tu ti prenda del cibo per la tappa di domani… 30 km”

J. “che bello. Grazie Paula per le ottime notizie”

Dopo una doccia mi rendo conto che ho male dappertutto: spalle, schiena, ginocchio, cosce e piedi ma tocca nutrirsi e far provviste per domani quindi in marcia!

Al mio rientro dopo una cena frugale ritrovo i due Spagnoli.

J: “ma anche voi domani Chollerford?”

S&J: “eh si… comunque sono due miglia oltre Chollerford”.

J: “correct. Guardiamo un po’ di olimpiadi?”

Così si sta nella TV room per un’oretta a chiacchierare e a vedere le gare in diretta dal Brasile. Hockey su pista. Davvero avvincente, tanto che ben presto decidiamo di trascinarci ognuno ai propri alloggi.

Trascinarci è la parola giusta.

Buonanotte popolo.

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